Repressione globale sul chatbot AI Grok di Elon Musk sui contenuti espliciti

I governi di tutto il mondo stanno rispondendo rapidamente alle preoccupazioni su Grok, il chatbot AI di Elon Musk, che è stato accusato di generare contenuti dannosi e illegali, in particolare deepfake sessualmente espliciti. Diversi paesi si sono mossi per vietare o limitare l’accesso alla piattaforma, citando il fallimento delle misure di salvaguardia esistenti contro gli abusi. Questa situazione solleva interrogativi sulla responsabilità delle aziende tecnologiche nel controllare i contenuti generati dall’intelligenza artificiale e sui quadri giuridici necessari per affrontare i danni emergenti.

Divieti e restrizioni immediati

L’Indonesia è stata la prima nazione a bloccare temporaneamente Grok, citando esplicitamente la generazione di contenuti pornografici falsi come una violazione dei diritti umani e della sicurezza. Le autorità hanno riscontrato garanzie insufficienti per impedire la creazione e la distribuzione di deepfake non consensuali utilizzando immagini di cittadini indonesiani reali.

La Malesia ha seguito l’esempio, ordinando un divieto temporaneo dopo ripetuti abusi di Grok per produrre immagini manipolate oscene e non consensuali. X, il proprietario della piattaforma, è stato avvertito ma non è riuscito ad affrontare i rischi intrinseci nella sua progettazione, secondo la Malaysian Communications and Multimedia Commission (MCMC).

Indagini europee e britanniche

L’Unione Europea sta indagando su casi di immagini sessualmente allusive, comprese quelle raffiguranti giovani ragazze, generate da Grok. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha espresso indignazione per la piattaforma che consente agli utenti di spogliare digitalmente donne e bambini online, minacciando azioni se X non si autoregolamenterà.

Il Regno Unito ha avviato un’indagine su X e xAI sull’uso del chatbot nella generazione di immagini esplicite e non consensuali. Ofcom, l’autorità di vigilanza dei media del Regno Unito, ha avvertito di potenziali multe fino a 18 milioni di sterline se X non dovesse rispettare i requisiti.

La Francia ha ampliato un’indagine già esistente su X per includere Grok, concentrandosi sulla diffusione di video falsi sessualmente espliciti con minorenni. La Procura di Parigi sta inoltre esaminando potenziali violazioni della legge sui servizi digitali.

L’Italia ha emesso un avvertimento secondo cui coloro che utilizzano Grok per rimuovere indumenti dalle immagini senza consenso rischiano di essere incriminati, citando gravi violazioni dei diritti fondamentali. L’Autorità italiana per la protezione dei dati si sta coordinando con la Commissione per la protezione dei dati irlandese, dove X ha sede.

La Germania prevede di introdurre una nuova legge contro la violenza digitale, con l’obiettivo di rafforzare la protezione delle vittime di abusi generati dall’intelligenza artificiale. Il governo ritiene inaccettabile la manipolazione per violazioni sistemiche dei diritti.

Preoccupazioni e risposte più ampie

Il eSafety Commissioner australiano ha ricevuto segnalazioni sui contenuti espliciti di Grok e utilizzerà i suoi poteri, inclusi gli avvisi di rimozione, se verranno confermate violazioni dell’Online Safety Act. L’ufficio sta richiedendo maggiori informazioni a X e valutando la conformità con le nuove leggi sui social media.

Queste azioni evidenziano una crescente tendenza globale verso una regolamentazione più rigorosa dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, in particolare dei deepfake e delle immagini non consensuali. La rapida escalation sottolinea l’urgente necessità che le aziende tecnologiche attuino solide garanzie e che i governi stabiliscano quadri giuridici chiari per proteggere i cittadini dai danni legati all’intelligenza artificiale.

La situazione con Grok sottolinea i limiti dell’autoregolamentazione da parte delle piattaforme tecnologiche e la crescente pressione sui governi affinché intervengano. La diffusione degli abusi generati dall’IA richiede un’azione immediata per bilanciare l’innovazione con la tutela dei diritti fondamentali.