Riscrivere il contratto sociale: la visione di OpenAI per un’economia basata sull’intelligenza artificiale

Mentre l’intelligenza artificiale passa da una tecnologia speculativa a un motore fondamentale della produttività globale, le strutture fondamentali della nostra economia – come lavoriamo, come guadagniamo e come finanziamo le reti di sicurezza sociale – si trovano ad affrontare una pressione senza precedenti. In un nuovo documento politico pubblicato lunedì, OpenAI ha delineato una serie di proposte radicali progettate per aiutare i governi a gestire i massicci cambiamenti economici innescati dall’intelligenza artificiale.

Ridefinire ricchezza e reddito

La sfida principale dell’era dell’intelligenza artificiale è il potenziale disaccoppiamento della produttività dal lavoro umano. Se le macchine riuscissero a produrre più valore con meno persone, il modello tradizionale di tassazione del lavoro per finanziare la società potrebbe diventare obsoleto. Per risolvere questo problema, OpenAI suggerisce diversi cambiamenti strutturali:

  • Fondi patrimoniali pubblici: Invece di lasciare i guadagni dell’intelligenza artificiale esclusivamente nelle mani di società private, OpenAI propone la creazione di fondi pubblici. Questi fondi investirebbero sia negli sviluppatori di intelligenza artificiale che nelle aziende più ampie che adottano la tecnologia, garantendo che i dividendi dell’automazione siano distribuiti direttamente ai cittadini.
  • Cambiamenti fiscali: Poiché l’automazione basata sull’intelligenza artificiale minaccia i ruoli lavorativi tradizionali, l’azienda suggerisce di abbandonare la forte dipendenza dalle imposte sul reddito da lavoro. Propongono invece di aumentare le tasse sui redditi societari e sulle plusvalenze.
  • La “tassa sui robot”: In un approccio più diretto all’automazione, il documento suggerisce che i governi considerino la tassazione delle aziende specificamente quando sostituiscono i lavoratori umani con sistemi automatizzati.

Adattare il luogo di lavoro moderno

Se l’intelligenza artificiale aumenta significativamente l’efficienza, sorge spontanea la domanda: chi trae vantaggio da quel tempo extra? OpenAI sostiene che gli incrementi di produttività dovrebbero tradursi in una migliore qualità della vita per la forza lavoro.

Una raccomandazione chiave è che i governi incentivino i programmi pilota di quattro giorni lavorativi settimanali. Fondamentalmente, questi programmi dovrebbero garantire “nessuna perdita di retribuzione”, utilizzando efficacemente l’efficienza guidata dall’intelligenza artificiale per riacquistare tempo umano senza ridurre il tenore di vita.

Inoltre, poiché l’economia dell’intelligenza artificiale può portare a transizioni lavorative e lavoro freelance più frequenti, OpenAI sostiene i conti di benefit “portatili”. Secondo questo modello, servizi essenziali come l’assistenza sanitaria e le pensioni di anzianità sarebbero legati all’individuo piuttosto che a un datore di lavoro specifico, consentendo ai lavoratori di spostarsi senza problemi tra settori e iniziative imprenditoriali.

Un consenso crescente tra i leader tecnologici

OpenAI non è la sola a temere lo sconvolgimento del mercato del lavoro. Un ampio spettro di leader del settore ha iniziato a sostenere cambiamenti sistemici simili:

  • Reddito di Base Universale (UBI): Sia Sam Altman (OpenAI) che Elon Musk (xAI) hanno spesso sostenuto il reddito di base universale come cuscino necessario per un mondo in cui l’occupazione tradizionale potrebbe non essere più il principale modo di sopravvivere.
  • Settimane lavorative ridotte: Leader come Jensen Huang (Nvidia) ed Eric Yuan (Zoom) hanno fatto eco al sentimento secondo cui i guadagni di produttività dell’intelligenza artificiale dovrebbero supportare settimane lavorative più brevi.
  • Sicurezza e controllo: Al di là dell’economia, il discorso include rischi esistenziali. Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha avvertito che l’intelligenza artificiale superintelligente potrebbe rappresentare un “pericolo esistenziale”, suggerendo che severi controlli sulle esportazioni di semiconduttori e una maggiore trasparenza riguardo al comportamento dei modelli sono vitali per mantenere il controllo umano.

Perché è importante

Il cambiamento descritto non è semplicemente un aggiornamento tecnico; si tratta di un cambiamento fondamentale nel modo in cui viene creato il valore. Se il “motore” dell’economia si spostasse dallo sforzo umano all’elaborazione algoritmica, il tradizionale modello “lavoro per sopravvivere” potrebbe rompersi. Queste proposte rappresentano un tentativo di costruire un nuovo contratto sociale che impedisca un’estrema concentrazione della ricchezza e garantisca che i benefici dell’automazione siano condivisi da molti, piuttosto che solo dai pochi che possiedono il codice.

La transizione verso un’economia basata sull’intelligenza artificiale richiede molto più che un semplice software migliore; richiede una rivisitazione completa del modo in cui la società distribuisce la ricchezza e gestisce il lavoro umano.