Per decenni, il limite delle due ore della maratona è stato considerato il “miglio dei quattro minuti” dell’era moderna, un limite psicologico e fisico che molti temevano che l’umanità non avrebbe mai superato. In una recente domenica a Londra, quella barriera è stata finalmente infranta.

Sebbene l’impresa fosse una testimonianza della resistenza umana, fu anche una vittoria per l’ingegneria. Gli atleti che hanno fatto la storia, tra cui Sabastian Sawe, che ha segnato un tempo senza precedenti di 1:59:30, erano alimentati da un pezzo di tecnologia che sfida il design tradizionale delle calzature: l’Adidas Adizero Adios Pro Evo 3.

Superare la “mitica” barriera dei 100 grammi

Nel mondo della corsa su lunghe distanze, il peso è il nemico. Esiste un principio fisiologico di lunga data secondo cui per ogni 100 grammi eliminati da una scarpa, l’economia di un corridore migliora di circa l’1%. Tuttavia, raggiungere la soglia dei 100 grammi è stata considerata un’impresa quasi impossibile.

L’Adizero Adios Pro Evo 3 ha infranto questa barriera, con un peso di soli 97 grammi. Per metterlo in prospettiva, la scarpa è così leggera che alcuni atleti, secondo quanto riferito, pensavano che le loro scatole di consegna fossero vuote.

Per ottenere questa estrema leggerezza, gli ingegneri Adidas hanno dovuto ripensare ogni componente della scarpa:

  • L’intersuola: La parte più pesante di qualsiasi scarpa da corsa è stata ridotta del 50% rispetto al modello precedente.
  • La tomaia: Prendendo ispirazione dai materiali da kitesurf, i designer hanno utilizzato tessuti ultraleggeri e robusti per ridurre al minimo il peso senza sacrificare la stabilità.
  • L'”Anello Energetico”: Invece delle tradizionali aste in fibra di carbonio, Adidas ha implementato un rivestimento in fibra di carbonio a forma di ferro di cavallo. Questo design consente di risparmiare peso aumentando il comfort.
  • Micro-ottimizzazioni: Anche i lacci sono stati accorciati e resi più elastici per eliminare qualche grammo in più.
  • Trazione strategica: anziché una suola interamente in gomma, Adidas ha utilizzato la gomma Continental solo sulla parte anteriore della scarpa per fornire aderenza dove è più necessaria, lasciando il resto della suola minimo per risparmiare peso.

Prestazioni e durata: l’analogia con la “Porsche”.

Con un prezzo di £ 450, Adizero Adios Pro Evo 3 non è un prodotto di consumo progettato per chi fa jogging occasionale. È uno strumento specializzato costruito per un unico scopo: la massima velocità.

Questa specializzazione comporta un compromesso: durabilità. A differenza delle scarpe da corsa standard progettate per durare centinaia di chilometri, questa scarpa è progettata per la “maratona più veloce”. I dirigenti di Adidas hanno ben chiaro che la longevità non è mai stata una priorità di progettazione.

“È come misurare una Porsche dalle dimensioni del suo bagagliaio”, afferma Patrick Nava, direttore generale della corsa di Adidas.

La scarpa è progettata per gli atleti d’élite che mantengono un passo da velocista, rimanendo sulla punta dei piedi. Mentre la tecnologia, come l’anello energetico in carbonio, alla fine “si riverserà” in modelli più convenienti e durevoli per il grande pubblico, questa specifica iterazione è una macchina da corsa ad alte prestazioni, non un trainer quotidiano.

Il dibattito sul “doping nelle scarpe”.

L’ascesa delle “superscarpe”, ovvero calzature che utilizzano piastre di carbonio avanzate e schiume ad alto rimbalzo, ha acceso un acceso dibattito all’interno della comunità dell’atletica. I critici hanno etichettato questo fenomeno come “doping nelle scarpe”, sostenendo che i vantaggi tecnologici rendono impossibile confrontare i tempi moderni con quelli delle leggende del passato.

Questa tensione evidenzia un cambiamento fondamentale nello sport: l’intersezione tra biologia umana e ingegneria meccanica. Poiché la tecnologia continua ad ampliare i limiti di ciò che il corpo umano può ottenere, il confine tra abilità atletica e vantaggio dell’attrezzatura diventa sempre più sfumato.

Adidas sostiene di operare semplicemente entro i quadri giuridici stabiliti da World Athletics, con l’obiettivo di fornire agli atleti i migliori strumenti possibili per esprimere il loro pieno potenziale.


Conclusione
L’Adidas Adizero Adios Pro Evo 3 rappresenta una nuova frontiera nella scienza dello sport, dimostrando che la riduzione estrema del peso può sbloccare prestazioni umane senza precedenti. Sebbene possa essere troppo fragile e costoso per il corridore medio, il suo impatto sulla storia della maratona è innegabile.