Gli occhiali intelligenti Ray-Ban di Meta non registrano solo la tua vita quotidiana: catturano momenti profondamente personali e tali registrazioni vengono esaminate da appaltatori umani. Una recente indagine condotta dai notiziari svedesi Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten rivela che Meta esternalizza l’analisi dei filmati registrati dagli utenti a lavoratori in Kenya, che hanno il compito di etichettare i dati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.
Etichettatura dei dati e problemi di privacy
Il processo, noto come etichettatura dei dati, prevede che gli esseri umani rivedano manualmente i filmati grezzi prima che vengano inseriti nei sistemi di intelligenza artificiale. Ciò garantisce che l’intelligenza artificiale possa identificare con precisione oggetti, scene e persino comportamenti nelle registrazioni future. Secondo il rapporto, i lavoratori sono stati esposti a contenuti inquietanti, inclusi filmati ripresi in spazi privati come bagni, materiale sessuale esplicito e registrazioni contenenti informazioni personali sensibili come i dettagli del conto bancario.
Il problema non riguarda solo il contenuto grafico; si tratta del consenso implicito degli utenti. Molte di queste registrazioni sembrano essere state catturate inconsapevolmente, il che significa che le persone sono state filmate senza che ne fossero consapevoli. I lavoratori descrivono una cultura del silenzio in cui mettere in discussione la natura del lavoro è scoraggiato, con una potenziale perdita di posti di lavoro come conseguenza. “Capisci che quello che stai guardando è la vita privata di qualcuno, ma allo stesso tempo ci si aspetta che tu svolga solo il lavoro. Non dovresti metterlo in discussione. Se inizi a fare domande, sei sparito,” ha detto un appaltatore alle pubblicazioni.
Sfruttamento e condizioni di lavoro
L’appaltatore Meta coinvolto, Sama, sta già affrontando un’azione legale collettiva per presunto sfruttamento di moderatori di contenuti costretti a rivedere materiale traumatico senza un supporto adeguato. Quest’ultima rivelazione aggiunge un ulteriore livello a queste preoccupazioni, sollevando interrogativi sulle responsabilità etiche delle aziende che fanno affidamento sulla manodopera esternalizzata per alimentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. I Termini di servizio di Meta si riservano esplicitamente il diritto di condividere le interazioni dell’utente con moderatori umani.
Preoccupazioni in materia di vendite, contraccolpi e sorveglianza
Le vendite degli occhiali intelligenti Ray-Ban di Meta sono triplicate nel 2025, raggiungendo oltre 7 milioni di unità vendute. Tuttavia, il dispositivo ha dovuto affrontare crescenti critiche per il suo potenziale uso improprio, compresi i video virali di chi lo indossa che registra segretamente estranei. Gli utenti hanno persino trovato il modo di disattivare la spia di registrazione, trasformando gli occhiali in uno strumento di sorveglianza non rilevabile.
Al di là delle violazioni della privacy, gli esperti avvertono di una tendenza più ampia verso il riconoscimento facciale e la tecnologia di sorveglianza non regolamentate. Le funzionalità di intelligenza artificiale live pianificate da Meta, comprese le potenziali capacità di riconoscimento facciale, potrebbero espandere ulteriormente questa portata. La tecnologia solleva seri interrogativi sulla sicurezza dei dati, sull’accesso del governo e sul potenziale di sorveglianza militarizzata.
La rapida integrazione di dispositivi indossabili basati sull’intelligenza artificiale sta superando il controllo etico, creando un pericoloso divario tra innovazione e responsabilità. Il caso degli occhiali Ray-Ban di Meta è un chiaro esempio di quanto facilmente i dati intimi possano essere sfruttati, esternalizzati e utilizzati come armi senza adeguate garanzie.
